LO SPY-PHONE . . . .

Per cosa è indicato:

• Controllo e ascolto ambientale a distanza (protezione e controllo affetti e propri cari)

• Lasciando il telefono con SpyPhone nella stanza del bebè, noi a distanza, potremo sapere in qualsiasi momento se il bimbo dorme o se piange, senza disturbarlo, in quanto il telefono “controllato” non squillerà, non si accenderà, non vibrerà e non comparirà nulla sul display

• Antifurto per la protezione del proprio telefono e per facilitarne il ritrovamento (protezione contro furti e smarrimenti)

• Smarrimento del cellulare; non è il valore economico del cellulare che incide maggiormente, ma la perdita di tutti i dati contenuti.

• in caso di furto del telefono “controllato”, si verrà a conoscenza del numero di telefono della SIM inserita, ricevendo un SMS sul telefono pilota, e si potrà sporgere una denunzia mirata, evitando l’inutilità di una denunzia contro ignoti; addirittura sarà pure possibile avere una localizzazione satellitare del telefonino, e controllare su mappa la posizione esatta del telefono, in qualsiasi punto del globo terrestre.

• Funzione di copia di riserva di tutti i propri SMS (funzione di backup o copia di riserva SMS)

• Localizzazione di propri veicoli (funzione di localizzazione propri beni)

• Potremo sapere in caso di necessità, dove si trova un nostro veicolo rubato al cui interno avremo lasciato il telefono “controllato”, e se necessario comunicare il numero della cella BTS alle autorità competenti per le ricerche del caso, oppure le coordinate esatte quali latitudine e longitudine; in tal modo potremo proteggere in maniera efficace nostri beni e/o nostri affetti. Il sistema di localizzazione che sfrutta sia le celle BTS, che il GPS (Global Positioning System) della rete satellitare Navstar. In ogni caso, funziona anche quando il veicolo rubato è chiuso in un garage: sarà sufficiente che arrivi il segnale GSM così da comunicare il numero di cella BTS.

• I nostri figli o i dipendenti approfittano dei privilegi di poter inviare messaggi SMS o fare chiamate? Si temi che loro possano usare il nostro cellulare per attività non permesse o inappropriate?
Si potrà finalmente capire chi usa il cellulare e a chi chiama, che messaggi invia e la posizione GPS accedendo semplicemente al tuo account online da qualsiasi computer. E potrà anche vedere tutte le foto e video fatti all’insaputa sul nostro cellulare!

 

Chi non può usarlo:

Il soggetto acquirente è consapevole del fatto che un telefono cellulare con inserito il software SPY PHONE può essere usato ESCLUSIVAMENTE su un cellulare di propria proprietà, al fine di monitorare il proprio traffico telefonico, o quello di un altro individuo messo al corrente del monitoraggio stesso, o ancora al fine di localizzare i propri beni e/o persone consenzienti al controllo.
Ogni eventuale altro utilizzo, che si allontana da questi sopra citati, va incontro ad eventuali responsabilità di ordine penale come conseguenza alla violazione della vigente norma sulla privacy.
Pertanto la nostra azienda declina ogni responsabilità in caso di un uso improprio da parte del soggetto acquirente del prodotto venduto.
la legge non vieta l’acquisto, ma ne limita fortemente l’utilizzo in quanto è vietato spiare persone e aziende

L’uso di microspie nascoste implica una stretta relazione con i principi sanciti dalla Costituzione e con le determinazioni fissate dalle leggi
98/1974 “Riservatezza della vita privata e intercettazioni della comunicazione” e
675/96 “Trattamento dei dati personali e diritto alla privacy”.

Chi decide, ad esempio, di spiare la moglie a sua insaputa oppure un’azienda concorrente può incorrere nei reati previsti dal codice penale riguardanti “Interferenze illecite nella vita privata”, “Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”, “Installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”.
Chi viene ritenuto colpevole può rischiare dai 6 mesi ai 4 anni di carcere.

 

La legge:

Codice penale – sezione v “dei delitti contro la inviolabilità dei segreti”
Art. 616 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, e’ punito, se il fatto non e’ preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza (1). (1) Comma così sostituito dall’art. 5, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche:
Chiunque, fraudolentemente prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni o delle conversazioni indicate nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale o di un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione d’investigatore privato (1). (1)Articolo così sostituito dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 bis Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche: Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge, installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine d’intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 ter Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche: Chiunque, al fine di procurare a se’ o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma falsamente, in tutto o in parte, il testo di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica vera, anche solo occasionalmente intercettata, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.

Art. 617 quater Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni di cui al primo comma.
I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a querela della persona offesa.
Tuttavia si procede d’ufficio e la pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità;
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema;
3) da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1). (1) Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 quinquies Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra piu’ sistemi, e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater (1). (1)Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 617 sexies Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche:
Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater (1). (1) Articolo aggiunto dall’art. 6, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 618 Rivelazioni del contenuto di corrispondenza:
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 616, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto di una corrispondenza a lui non diretta, che doveva rimanere segreta, senza giusta causa lo rivela, in tutto o in parte, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione.
Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.

Art. 619 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi e dei telefoni:
L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, il quale, abusando di tale qualità, commette alcuno dei fatti preveduti dalla prima parte dell’articolo 616, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e’ punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.

Art. 620 Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni: L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, che, avendo notizia, in questa sua qualità, del contenuto di una corrispondenza aperta, o di una comunicazione telegrafica, o di una conversazione telefonica, lo rivela senza giusta causa ad altri che non sia il destinatario, ovvero a una persona diversa da quelle tra le quali la comunicazione o la conversazione e’ interceduta, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 621 Rivelazione del contenuto di documenti segreti:
Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Agli effetti della disposizione di cui al primo comma e’ considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi (1).
Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa. (1) Comma aggiunto dall’art. 7, L. 23 dicembre 1993, n. 547.

Art. 622 Rivelazione di segreto professionale:
Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino ad un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.

Art. 623 Rivelazione di segreti scientifici o industriali:
Chiunque, venuto a cognizione per ragione del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche o applicazioni industriali, le rivela o le impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito con la reclusione fino a due anni.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Art. 623 bis Altre comunicazioni e conversazioni:
Le disposizioni contenute nella presente sezione, relative alle comunicazioni e conversazioni telegrafiche, telefoniche, informatiche o telematiche, si applicano a qualunque altra trasmissione a distanza di suoni, immagini od altri dati (1).
(1) Articolo cosi’ sostituito dall’art. 8, L. 23 dicembre 1993, n. 547.